Giochiamo a GWENT? Le nozioni di base (Ep. 01)

Bentrovato!
Questo articolo vuol essere il primo di una serie, con cui vorrei fare un po’ di divulgazione (in italiano non c’è molto in giro) su Gwent, partendo da come si gioca, passando per un esame delle tattiche principali e finendo magari col raccontare qualcuna delle mie esperienze di gioco personali.
Il gioco, per ora in beta, te lo puoi procurare aggratis dallo Store e ci puoi giocare sia su Xbox, che su pc. Alcuni dettagli dell’interfaccia cambiano per facilitare rispettivamente l’utilizzo del controller o del mouse, ma il gioco è identico.

Partiamo allora! Proprio dal principio, dalla denominazione ufficiale del gioco, che è:
Gwent – The Witcher card game“.

Si tratta dunque di un gioco di carte, per la precisione un gioco di carte collezionabili.

Se sei tra i pochissimi che non sanno neppure vagamente di cosa si stia parlando, provo a dartene un’idea in confronto coi giochi di carte “tradizionali”, come scala 40 o il rubamazzetto.
Nei giochi di carte tradizionali il mazzo è uno solo e contiene tutte le carte previste dal gioco, mentre nei giochi di carte collezionabili ogni giocatore entra in partita con il proprio mazzo, composto soltanto da una minima parte delle carte previste dal gioco.
La composizione del mazzo dipende non solo da quali/quante carte ciascun giocatore possiede (infatti le carte vanno acquistate o comunque guadagnate, da qui il “collezionabili”), ma anche dalle sue valutazioni.
Infatti, a differenza dei giochi tradizionali, la varietà delle carte è molto più ampia di una semplice differenza di valore: ogni carta genera effetti specifici e articolati, per cui la scelta delle carte determina i punti di forza e debolezza del mazzo, influenzando in maniera decisiva le strategie di gioco.

Ok. Secondo elemento ricavabile dal titolo: il gioco è collegato all’universo narrativo di “The Witcher”.
Viene concepito infatti come mini-gioco inserito nel famoso GDR “The Witcher 3” (un po’ come in Red Dead Redemption trovi il poker nei saloon!), miete consensi fino a diventare, con i dovuti accorgimenti, un gioco PvP indipendente.
Ma non è solo questo: il legame viene mantenuto vivo nelle singole carte, che rappresentano personaggi e fazioni provenienti da “The Witcher”.
Sia chiaro però che anche se non hai mai sentito nominare “The Witcher” in vita tua, puoi giocare a Gwent con somma soddisfazione e godimento!
[se ti incurosisce approfondire le origini di Gwent, leggi questo articolo]

Finora s’è quindi imparato che in Gwent ciascun giocatore arriva col suo bel mazzo di carte collezionabili, ispirate/collegate all’universo di “The Witcher”… molto bene!

E’ tempo di chiarire struttura e scopo del gioco.
Una partita di Gwent si gioca fra due giocatori contrapposti. Non ci sono varianti “di gruppo”, anche se nessuno ti impedisce di avere al fianco la fidanzata oppure il nonno a dare consigli (di solito sbagliati).

Ci sono due fazioni, i cui schieramenti dividono a metà un campo di battaglia: ogni giocatore controlla una fazione, composta dalle carte che ha nel suo mazzo (dico subito che la “tua” metà è sempre quella inferiore, quella in alto è dell’vversario).

Si fa a turni. Al proprio turno ciascuno gioca una carta, schierandola in battaglia: nel farlo può scegliere di piazzarla in una delle tre file in cui è ripartito lo schieramento: prima linea, armi a lungo raggio, macchine da assedio.
Ogni carta ha, oltre a eventuali poteri & effetti vari, un proprio valore. Vince chi alla fine ha in campo lo schieramento di maggior valore.

Tutto qua? In linea di massima, si. Se non fosse per alcune intriganti… “complicazioni”.
Complicazione #1 : non inizi con tutte le tue carte a disposizione, ma soltanto con 11 carte prese a caso dal mazzo. Questa è la tua MANO. In seguito approfondisco, per ora ti basta sapere che di norma il tuo mazzo sarà di circa 25 carte, quindi il caso ha un ruolo molto importante nel comporre la mano con cui ti trovi a iniziare la partita.
Complicazione #2 : la partita è al meglio dei 3 round, se la aggiudica quindi il primo che ne vince 2. Alla fine di ogni round le carte schierate in battaglia vengono eliminate e finiscono nel CIMITERO.
Complicazione #3 : all’inizio del secondo round (che ci sarà sempre, salvo abbandono) ricevi altre 2 carte. All’inizio dell’eventuale terzo round, ricevi un’altra carta. Sempre prese a caso da quel che rimane del tuo mazzo.

Quando finisce un round?
Quando entrambi i giocatori passano, cioè quando arriva il loro turno e non giocano una carta.
Ciò accade per necessità (carte in mano esaruite!) o per scelta.
Il 99% delle volte, per scelta. Vedremo presto che uno dei requisiti per giocare decentemente a Gwent è capire quando conviene mollare la presa, non sprecare altre carte in un round difficilmente recuperabile e puntare piuttosto sul round successivo: “live to fight another day“!

Detto questo, per questa prima puntata può bastare, le nozioni fondamentali del gioco sono tutte qua. Nella prossima puntata approfondiremo, e complicheremo un po’ le cose.

Giusto perchè un’immagine vale più di mille parole, chiudo con una bella foto del campo di battaglia a inizio partita: sono sicuro che potrai riconoscere gli elementi di cui ho parlato: il campo di battaglia, la divisione in 3 righe di ciasuno schieramento, le 11 carte della tua mano e quelle (ovviamente coperte) dell’avversario. Nella parte di destra vedi ingrandita la carta che stai selezionando. Ah, le due pile di carte nell’angolo in basso a destra sono rispettivamente il tuo Cimitero e il tuo Mazzo residuo… alla prossima!

Se pensi di essere un gamer di lungo corso, sappi che Maguz si ricorda di quando s’è portato a casa Gorf per Vic-20! Il nemico giurato di Maguz è il famigerato Arretrato: smisurato e in costante aumento!

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