Cernusco Magicians – Madden 25

Madden 25, ovvero il debutto della Serie su Xbox One… sono contento di avere avuto la presenza di spirito di cogliere il momento e di poter dire adesso di aver giocato tutti i Madden finora usciti per One!

Naturalmente non avevo le idee molto chiare sul funzionamento di Ultimate Team all’epoca, né ero determinato a passare ore nelle aste alla ricerca degli affari migliori e tutto questo si riflette sulla composizione finale della squadra, che per i miei standard attuali è senz’altro abbastanza modesta.

Riprendere adesso questo gioco (potrebbe non essere semplicissimo se avete disinstallato, visto che è stato rimosso dallo Store, io l’ho recuperato grazie al benemerito EA Access) fa un effetto decisamente strano, dato che l’interfaccia è davvero moooolto diversa e mooolto più scomoda rispetto alle ultime uscite. E’ il meccanismo per cui notiamo più facilmente i cambiamenti di una persona che vediamo dopo molto tempo: da una stagione all’altra pare che poco/nulla cambi nel gioco, ma quando vi mettete a confrontare l’edizione attuale con questa di 4 anni fa (nemmeno un’eternità, peraltro!) le differenze sono impressionanti.

I cambiamenti più evidenti sono nella gestione della propria “raccolta” di figurine/giocatori, in questo episodio si faceva ancora una separazione netta tra giocatori attivi inseriti nella squadra che scendeva in campo (tra titolari e riserve) e carte possedute ma non utilizzate, con tutte le scomodità del caso, per esempio nel mettere in vendita le carte.
Un’altra bizzarria, ovviamente ora abolita, è l’organizzazione della squadra in “porzioni” di attacco e difesa:  “run offense”, “pass offense”, “front defense” e “secondary defense”… d’accordo, sono concetti che esistono nel gioco, ma da qui a usarli come criterio per scomporre il team, ce ne corre! Sta di fatto che questa è l’organizzazione di Madden 25, e quindi questa ci tocca di seguire.

Non ricordo più le vicende specifiche, ma certo ricordo che aver agguantato un quarterback da 96 come punta di diamante di una squadra dal livello medio di “solo” 92 era stato motivo di soddisfazione e conforto.
All’epoca non pensavo di raggiungere i livelli di dedizione richiesti per potersi permettere giocatori non-plus-ultra da 98-99, per cui 96 per me era già essere sull’Everest. Il parco ricevitori devo dire molto buono, un peperino come Golden Tate, un pregiato Crabtree all’apice della carriera (livello 95… onestamente non so perchè l’avessi piazzato come WR2 e non come WR1) e un Amendola che onestamente non ricordavo di avere avuto in prima squadra, ma senz’altro buona scelta per il posto “slot” (WR3). Come vedete mi ero impegnato a scegliere tutti giocatori con chimica “LP” (Long Pass) che infatti avevo al 99 massimo a livello di squadra: tutti questi 5 giocatori della “pass offense” hanno il loro bel LP blu attivo!


Passando alla linea di attacco, non posso non rimanere colpito dalla presenza di ben tre elementi sotto soglia 90! Evidentemente conseguenza di una gestione più oculata e diciamo pure realistica della formazione: chiaro che il “bello” di Ultimate Team è anche nella possibilità di costruirsi una squadra di tutti-campionissimi, ma è altrettanto vero che se non ci si gioca tanto/tantissimo si è costretti a dei compromessi… concentrando le mie scarse risorse in alcuni ruoli-chiave sacrificandone altri, però certo quel centro da 85… oggi per me sarebbe inconcepibile! Pierre Thomas era un bel running-back di quelli veloci (92 velocità, 93 agilità e 93 di accelerazione!), utilizzabile anche per qualche passaggio.

Diamo ora un’occhiata alla difesa, partendo dalla linea difensiva e dai line-backers. Intanto voglio evidenziare che, tra le tante scelte poco condivisibili, almeno questo Madden faceva vedere sullo stesso “livello” i due middle-linebackers, cosa che purtroppo è stata cambiata e adesso il secondo lo si vede solo sotto/dietro il primo. Di questa porzione di squadra ricordo che ero molto legato a Ryan Kerrigan, che era il giocatore che di solito controllavo direttamente in partita: il livello 88 certo non era altissimo, ma come ogni maddeniano sa bene, certi parametri non contano quando si prende il controllo del giocatore; inoltre, da tifoso dei Redskins, pesava in questo caso un certo occhio di riguardo per i giocatori giallorossi (diciamolo bene: burgundy and gold ).
Come si può vedere, anche in difesa tutti i giocatori avevano la loro bella chimica RS (“Run Stuff”) coerente ed attivata, a questo elemento ricordo che stavo molto attento, come gioco-nel-gioco, ma anche come limite auto-imposto per non annegare nel mare delle aste… era un modo per ridurre a limiti accettabili il numero dei giocatori da tenere d’occhio.


Punto di riferimento della secondaria era senz’altro il Donte Whitner 94: con 92 di velocità e 93 di forza d’impatto era la classica safety adatta a chiudere il gioco di corsa dell’avversario, punendo il portatore di palla con botte terrificanti. Sui tre corner-back onestamente non ricordo nulla di rilevante, anzi più che altro mi spiace, essendo passati ormai un po’ di anni, di non ricordare più per quali vicende e sofferenze sia arrivato ad avere questi giocatori: le aste selvagge vinte a suon di rilanci, così come le botte di sedere nell’aprire un pacchetto sono oramai fuggite dalla memoria… Anche in questo caso, il terzo corner è decisamente basso ed era stato quindi ritenuto non importante (vuol dire che giocavo raramente con la formazione nickel, a differenza di adesso), il Clinton-Dix da 94 era una iena ma essendo parte della serie “path to the draft” sicuramente era arrivato in squadra soltanto verso la fine della stagione!

Non molto da dire per quanto riguarda i due “calciatori” della squadra, certo un kicker 91 è bello alto in relazione a una squadra che è 92 in media: nei primi anni di Madden avevo molta attenzione per il kicker dato che giocavo parecchio online… effettivamente perdere una partita perchè non hai un giocatore degno a calciare il field goal decisivo fa girare decisamente le scatole! Da quando sono spariti gli obiettivi multiplayer, la cosa ha meno importanza è senz’altro prioritario per me far salire il livello medio della squadra.

 

Ed infine, i “team items” così come venivano chiamati in questa edizione: maglia e stadio dedicati ai Redskins, allenatore coerente con la chimica RS della mia difesa (ma sono abbastanza sicuro di averne avuto anche uno LP) e schemi di gioco che… francamente non ricordo! Anzi un po’ mi stupisce vedere che usavo l’attacco di Green Bay che notoriamente si basa su un quarterback molto mobile (mentre il “mio” Foles non lo è affatto), a quanto pare non avevo ancora scoperto lo schema offensivo dei Detroit Lions, a cui sarei poi rimasto fedele per alcune edizioni.

Se pensi di essere un gamer di lungo corso, sappi che Maguz si ricorda di quando s’è portato a casa Gorf per Vic-20! Il nemico giurato di Maguz è il famigerato Arretrato: smisurato e in costante aumento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *