Cernusco Magicians – Madden 17

Parecchie sono state le novità portate da Madden 17, iniziato dal sottoscritto soltanto il 25 Febbraio di quell’anno. In particolare, a condizionare la composizione della formazione, va registrato il passaggio dalla “mono-chimica” (tra le “chimiche” previste dal gioco te ne scegli una per l’attacco, una per la difesa e cerchi di avere giocatori con chimica omogenea, per valorizzarne le qualità) alla “chimica multipla”, per cui ogni chimica è sempre attiva, ad un livello che dipende dal numero di giocatori con quella chimica presenti in squadra. Chiaro che ciascuno poi si sceglie quelle che crede gli portino maggiore beneficio e punta su quelle, ma un giocatore che si “incastra” perfettamente nella squadra, facendo magari scattare un nuovo livello per un paio di chimiche contemporaneamente, diventa senz’altro molto appetibile… finiti i tempi in cui potevo filtrare automaticamente le aste, concentrandomi solo sulle carte con la “mia” chimica.

Facendo un’eccezione alla regola, per quest’edizione voglio partire dalla Difesa. E per un ottima ragione. Infatti, l’assetto finale della squadra è stato determinato in maniera decisiva dal fatto che un bel giorno mi sia messo in testa di andare in caccia del Dont’a Hightower “Ultimate Ticket” da 99. Per arrivare a questo fantastico giocatore (98 di tackle, 97 di power, awareness e riconoscimento della giocata a 98, velocità a 92 ) c’era da completare un lungo e laborioso percorso di set da completare, dedicati a uno specifico giocatore, partite da giocare e azioni da compiere (ad es. tot intercetti, o fumble provocati) con le versioni progressivamente accresciute di quel giocatore: insomma si trattava della sfida definitiva da “end game”, con conseguente lotta senza quartiere nelle aste per accapararsi le carte necessarie per complertare i vari set ! Come (sudatissima) ricompensa, non solo potevate scegliere questo Dont’a, ma anche potevate tenervi le versioni maxate dei giocatori su cui avevate dovuto lavorare per giungere alla meta. In difesa, il Marcus Peters e il Keanu Neal da 99 sono due di questi, e sono fior di giocatori! Per quanto riguarda i front seven, cuore e cervello dell’intera difesa è il “solito” Luke Kuechly, con una Signora Carta da 99, mentre la linea sfoggia un Aaron Donald inarrestabile (96 di potenza e di “salto del blocco”), affiancato però da un Joseph (quasi) altrettanto forte: rispetto al rigorosissimo 3-4 della precedente edizione , con questa edizione mi sono messo a sfruttare molto di più la versatilità del playbook difensivo dei Patriots, uno dei pochissimi (credo forse l’unico?) che dia la possibilità di giocare sia con 3-4 che col 4-3.
Si può notare nella schermata che ci sono parecchi giocatori con ben tre diverse chimiche: Demps, Grimes, il grande Calais Campbell. Come dicevo, mi ero impegnato anche a tenere conto di questo fattore e cercare di massimizzare i possibili bonus (li vedete i giocatori con il livello scritto in blu, invece che in bianco? Ecco, sono quelli che hanno beneficiato di uno scatto di livello grazie a questi bonus).
Di questa difesa voglio solo ancora dire che era molto completa, ben strutturata anche nelle riserve, non tutte visibili nella foto, che rappresentavano un giusto complemento per i titolari ed erano tutt’altro che deboli: il Khalil Mack “team of the year” diventava outside-linebacker titolare nelle formazioni 3-4, cosi come Cyprien era la strong safety titolare in condizioni di ovvio passaggio (Neal, probabilmente il picchiatore più devastante mai creato in Madden, dava infatti il suo meglio quando poteva scendere a chiudere una corsa).

Ed eccoci all’attacco. Era una formazione molto ragionata, con due ricordi abbastanza particolari. Il primo legato al left tackle Boselli: era una Leggenda ottenibile completando il relativo set, tipicamente abbastanza costoso. Per strane congiunzioni astrali mi è capitato una volta di riuscire a completare quel set con una spesa davvero ragionevole… ricordo che facevo mentalmente la somma dei minor prezzi disponibili in asta per le carte che servivano ed era quasi assurdo come fosse mooolto inferiore al valore di mercato della carta che si otteneva (per la serie: “a cosa non sto pensando?”, “dove sta il trucco?”). Dopo brevissima perplessità carte acquistate al volo, set completato e giocatore messo in asta e venduto all’incirca a tre volte tanto la spesa. A quel punto ci ho preso gusto e nel corso delle settimane ho ripetuto l’operazione altre due volte.. ma la terza me la sono tenuta, perchè il valore di mercato di questo giocatore era più che giustificato.
Altro episodio divertente riguarda il Brandon Marshall che, se avete letto l’articolo su Madden 16, era stato il mio beniamino nella “stagione” precedente. Ho ricevuto questa carta (super-versione “Ultimate Ticket” da 99, con una bizzarra chimica difensiva “pick specialist” per aumentarne la velocità) come premio di non so più quale evento/iniziativa e il bello è che, con ‘sta casacca dei Dolphins con cui proprio non sono abiutato a vederlo, per un pezzo non ho realizzato che si trattasse di quel Brandon Marshall, anche se certamente è proprio il lottatore che tanto avevo apprezzato: 76 di pass block (per un ricevitore, tantissimo), 95 di salto e 98 di presa nel traffico.

Due parole sul quarterback, per il quale si era creata una quasi assurda situazione da imbarazzo della scelta. Il “mio” quarterback era il David Carr che si vede nella foto precedente e che mi ricordava il Luck avuto l’anno precedente: ottima mobilità ma al tempo stesso gran braccio. Uno dei giocatori contemplati dalla “Lunga Caccia a Hightower” di cui ho parlato sopra era però il succulento Cousins che si vede qui (ho approfittato per dare spolvero anche un Antonio Brown immeritatamente costretto al posto di ricevitore #4 dall’abbondanza di fine anno) e siccome c’erano da fare tot passaggi e tot touchdowns con questa carta, ho finito per usare molto spesso questa. Come non bastassse, verso fine anno era possibile aggiudicarsi un Tom Brady da 99, come mossa pubblicitaria per l’edizione ’18 di cui sarebbe stato testimonial... e volete non schierare un Tom Brady da 99!?!?

Eccoci infine agli special teams, giusto per evidenziare la rinnovata presenza del mio affezionatissimo Justin Tucker: se negli anni precedenti mi ero accontentato di una carta “minore”, puntando su potenza e precisione di calcio comunque notevoli (che è quello che conta), in questa edizione mi sono concesso la versione “team of the year” da 97, vale a dire un calciatore praticamente perfetto. Come non bastasse questa carta ha anche la chimica FK che lo rende insensibile ai tentativi degli allenatori avversari di innervosirlo chiamando un time-out subito prima del calcio (altra novità introdotta da Madden 17).
E anche il punter era quello del “team of the year”… un’accoppiata davvero niente male!

Se pensi di essere un gamer di lungo corso, sappi che Maguz si ricorda di quando s’è portato a casa Gorf per Vic-20! Il nemico giurato di Maguz è il famigerato Arretrato: smisurato e in costante aumento!

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